Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Black and White’ Category

  

Alessia e la palla

Alessia e la palla - © Copyright 2008 Pega

Beh ormai ci siamo quasi.
Tra un paio di settimane ci troveremo con un piccolo gruppo di persone per quella che è la seconda edizione di un’iniziativa nata dalle righe di questo blog.
Lo Sharing Workshop  è imparare condividendo, incontrare altri fotografi con la stessa passione, voglia di mettersi in gioco e di socializzare, mettendo in pratica il simpatico detto : “se vuoi davvero conoscere qualcosa prova a spiegarlo agli altri“.
I partecipanti appartengono a livelli di esperienza fotografica e fasce di età diverse e, come per lo scorso workshop, qualcuno si sobbarca svariate centinaia di chilometri per venire.

Anche questa volta però sono rimasto sorpreso da quante persone mi abbiamo scritto interessate a partecipare ma solo come ascoltatori, perchè intimidite dal fatto di dover parlare e gestire una loro parte di workshop.
La trovo una cosa davvero strana.
Quello che mi incuriosisce è come nell’era in cui molti usano strumenti che consentono di esporre quotidianamente al mondo intero immagini, pensieri e dettagli della propria vita, le stesse persone poi trovino invece difficoltà a parlare di un argomento che appartiene alla loro passione davanti ad un piccolo gruppo di amici “dal vivo”.
Certo, tutti abbiamo la nostra dose di timidezza e riservatezza, tutti esitiamo quando dobbiamo metterci un po’ in gioco, ma qui si tratta di una paura strana, eccessiva, su cui invito a ragionare sul serio.
E’ un po’ come ciò che impedisce di approcciare una persona da cui si è attratti, regalando a questa subdola sensazione il potere di impedire tutto quello che potrebbe accadere invece facendosi avanti.

Personalmente, una volta resomene conto, cercherei ogni via ed ogni occasione per liberarmi di questo limite.

Beh, in ogni questo evento è ormai al completo e l’appuntamento è con i partecipanti a Firenze il 19 settembre per lo Sharing Workshop#2.

Farò del mio meglio per  postare poi sul blog un breve resoconto e qualche immagine e provare a condividere l’esperienza con tutti.

Read Full Post »

Three women

Three women - © Copyright 2000 J. Moller

.

.

.

Three women,
themselves
survivors of the violence,
watch as the remains of relatives
and former neighbors
who were killed in the early 1980’s
are exhumed.

.

.

.

Voglio tornare ancora sull’argomento del titolo e dell’importanza che le parole possono avere quando accompagnano una fotografia.
E’ stato molto interessante leggere i contributi e la bella discussione che ha accompagnato il mio recente post al riguardo ed ho deciso di voler aggiungere qualcosa, definendo ancora meglio il mio punto di vista sull’importanza del titolo e del testo quando questi accompagnano l’immagine.

La foto sopra è uno scatto appartenente al portfolio “Our Culture is Our Resistance”, un bel lavoro sulla situazione del Guatemala prodotto dal fotografo Jonathan Moller.
E’ un’immagine che con l’aggiunta del messaggio verbale portato dal titolo e dalla sua didascalia, assume un valore ed una carica emotiva molto superiore.

Non tutte le foto hanno bisogno di parole, ma una foto come questa ne viene così arricchita che sarebbe un gran peccato se il fotografo non le avesse messe.

Moltissime fotografie non sono solo mere immagini, sono essenzialmente delle storie. Ma se la storia non viene interamente raccontata da quello che è visibile si rischia di non cogliere la bellezza dell’opera nel suo insieme, magari proprio la bellezza che sta anche nel non far vedere.

Con la breve didascalia ecco che la fossa in cui guardano le donne, il loro legame con i corpi che vengono esumati, il luogo in cui ci troviamo ed anche la data, divengono elementi condivisi con l’osservatore e parte integrante dell’opera.

Non proprio tutte le fotografie raccontano una storia, ma almeno per quanto riguarda le opere che con l’immagine creano nella nostra mente l’emozione e la magia del racconto, credo che le parole siano un complemento, non sempre ma spesso, fondamentale.
Un elemento a cui credo che dovremo sempre più dedicare attenzione ed al cui riguardo anche impegnarci a coltivare una certa capacità creativa.

Per chi volesse approfondire il lavoro di Jonathan moller il suo sito è : http://www.jonathanmoller.org/

 

 

Read Full Post »

Charles EbbetsMike Stimpson è un fotografo creativo che si diletta con un particolare tipo di still life.

La sua specialità è l’utilizzo dei piccoli personaggi del LEGO, sia per creare scatti originali che riprodurre immagini famose.

Ne sono un esempio questa sua “reinterpretazione” della famosa foto “Lunch atop a skyscraper” di Charles Ebbets (immagine assolutamente vietata a chi soffre di vertigini) in cui si vedono gli operai di un grattacielo in costruzione nella New York degli anni venti, seduti tutti tranquilli a mezz’aria per la loro inquietante pausa pranzo.

Tienammen

L’estro di Stimpson è anche rivolto ad immagini più recenti, come questa riproduzione della famosa foto dello studente davanti ai carri armati di piazza Tienanmen.

Ho trovato sul suo sito molti altri esempi di questa sua passione per la Lego Photography, non solo nel senso della riproduzione di immagini note ma anche con altre opere originali ed ironiche, sempre create con piccoli personaggi in plastica.

Ne è un esempio la foto  intitolata  “American Beauty” che puoi vedere qui sotto, chiaramente ispirata al famoso film.

American BeautyInsomma, se ti piace il genere, vai a dare un’occhiata al sito  www.mikestimpson.com .

Forse non sarà mai considerato un grande maestro della fotografia ma trovo che si tratti di un ottimo esempio di come si possa fare qualcosa di originale senza bisogno di avere per forza grandi soggetti o meravigliosi paesaggi…
A volte basta rovistare con un po’ di fantasia tra i vecchi giocattoli.

🙂

Read Full Post »

Credo che l’esperienza di esporre al pubblico il proprio lavoro sia molto importante per chi ama fotografare.
Ho avuto occasione di parlarne con l’amico Angelo Oliviero, amico e frequentatore di questo blog che ha accettato di raccontarci cos’è stata per lui l’esperienza della mostra “Poggio lo Sguardo”, realizzata a Poggio a Caiano qualche settimana fa.

Poggio lo sguardoCiao Angelo. Ci racconti un po’ com’è nata l’idea della mostra ?
L’idea di organizzare questa mostra è nata con la disponibilità di uno spazio espositivo interessante, si tratta di un posto molto bello anche se afflitto da varie difficoltà dovute alla scarsa illuminazione e al fatto che si trova all’aperto. Bizzeffe è uno spazio estivo gestito dalla cooperativa sociale “Il Grappolo” insieme ad altri volontari e Viola Belli (una di questi volontari) ha contattato Giulia Pagliai (un’amica fotografa) che poi ha contattato me e gli altri fotografi. Da lì è partito il tutto…

Qual è l’aspetto organizzativo che ha dato a te ed agli altri partecipanti più difficoltà ?
Sicuramente il problema maggiore per noi è stato il fattore tempo. Abbiamo organizzato la mostra circa un mese e mezzo. Ci è stata data quest’opportunità e noi l’abbiamo raccolta come una sfida facendo continui incontri ed organizzando il tutto usando anche facebook e la posta elettronica. Il giorno precedente all’inaugurazione siamo arrivati a scambiare addirittura 140 email! Oltre ai tempi stretti abbiamo avuto problemi con le cornici (molto economiche e poco affidabili) e con l’illuminazione (scarsa e “fastidiosa”).
Ma abbiamo fatto tesoro di quello che abbiamo imparato.

Scale Geometriche - Scale Cromatiche

Scale Geometriche - Scale Cromatiche - Copyright 2010 Angelo Oliviero

 

Cosa ti ha guidato nella scelta del tema che hai proposto per la tua esposizione ?
Voglio precisare che il mio ruolo è solo quello di co-organizzatore nella realizzazione della mostra. Il gruppo che ha realizzato la mostra è fatto da 10 persone (otto fotografi, un grafico e una ragazza che ci ha aiutato sin dall’inizio fino all’allestimento del banchetto per l’inaugurazione).
Durante il nostro primo incontro abbiamo deciso di scegliere un tema unificante e allo stesso tempo che lasciasse libertà ai fotografi. Il nome “Poggio lo Sguardo” è stato scelto dal gruppo ed indica una raccolta di foto che raccontano il comune di Poggio a Caiano. Questa scelta è stata quantomeno doverosa dato che è stata Poggio a Caiano stessa ad ospitarci e decidargli il tema delle fotografie è stato per noi un piacere. All’interno di questo tema ognuno dei fotografi ha scelto un “sottotema” così da realizzare una piccola mostra personale.
Il tema della mia personale era “Scale geometriche – scale cromatiche”. L’ho scelto perché ammiro molto la geometria delle scale della Villa Medicea di Poggio a Caiano e sono stato varie volte a visitarla ed a fotografarla. E questo tipo di attenzione mi ha permesso di andare più a fondo con il tema e di elaborarlo meglio nonostante il poco tempo a disposizione.

Dicci qualcosa sul processo di stampa.
Per la stampa ci siamo affidati allo studio Nonsolofoto di Poggio a Caiano. Da loro abbiamo ottenuto anche una piccola sponsorizzazione che ci ha concesso per questo un notevole sconto sul costo di stampa. Tutte le stampa erano nel formato 30×40. Questo formato non ci ha aiutato molto dato che non è nella proporzione (3:2) adottata dalle nostre Reflex. La maggior parte degli autori hanno preferito adottare un crop per riempire completamente la superficie stampata con le fotografie. Io ho scelto di adottare una cornice bianca intorno ad una foto di dimensioni 20×30. Sono contento di questa scelta ma devo dire che anche le stampe a pieno formato erano davvero splendide.
Tengo a precisare che lo stampatore ci ha garantito che le foto non avrebbero avuto alcuna elaborazione rispetto al file originale. Molti service di stampa tendono a “migliorare” le fotografie. Noi volevamo invece avere un risultato quanto più possibile simile ai provini che avevamo precedentemente stampato in formato 10×15.
Dato che ho parlato di uno degli sponsor, vorrei cogliere l’occasione di citare il negozio d’informatica Essedi Shop di Prato che ci ha fornito, come sponsorizzazione il proiettore che abbiamo usato per proiettare una raccolta di molte delle foto realizzate per la mostra (anche quelle non stampate). Le immagini sono state proiettate sul muro di perimetrale e l’effetto è stato davvero affascinante…

Scale Geometriche - Scale Cromatiche

Scale Geometriche - Scale Cromatiche - Copyright 2010 Angelo Oliviero

 

Come si è sviluppato il rapporto con gli altri fotografi che esponevano ?
La maggior parte dei fotografi li ho conosciuti ad un corso di fotografia di base organizzato dalla Circoscrizione Prato Centro. Il nostro rapporto di amicizia e la condivisione della nostra passione si sono poi consolidati frequentando insieme il corso di “Fotografia Creativa” tenuto da Andrea Abati presso il Dryphoto 2 a Prato.

Insomma è stata una bella esperienza? Hai qualcos’altro che vorresti condividere ?
E’ stata un’esperienza molto bella. Faticosa, non senza momenti di sconforto dovuti alla paura di non riuscire ad avere il risultato sperato, ma completamente appagante. Non era la prima mostra colletiva per me, ma era la prima organizzata insieme ad un gruppo di persone senza la guida e il supporto di un insegnante o di un gruppo fotografico. Abbiamo imparato tante cose e ne faremo tesoro. Farsi aiutare semplifica le cose, ma rende il tutto più piatto e meno interessante…
Qualcos’altro da condividere? Beh, invito gli altri fotografi a provarci così come ho provato io. Scegliere un tema, studiarlo, elaborarlo, tornare tante volte a fotografare nello stesso posto, scegliere come stampare, dove esporre etc etc. Sono cose che dovrebbero fare tutte le persone che amano la fotografia.
Fare fotografia non significa perdere ore su photoshop per limitarsi a pubblicare un’immagine martoriata solo su Flickr o peggio su Facebook…

Hai altri progetti in mente ?
Per settembre è prevista la mostra conclusiva del laboratorio di fotografia che ho seguito quest’anno con Andrea Abati. La mostra avrà come tema lo sviluppo e la riqualificazione della zona di Prato Nord. Oltre alle fotografie saranno esposti anche dei progetti di riqualificazione della zona realizzati da degli studenti di Architettura. Secondo me il risultato sarà davvero interessante. Sono molto curioso di vedere quale sarà il risultato finale.
Per il resto il nostro gruppo sta lavorando ad un paio di progetti per delle mostre. (una a S. Mauro a Signa, una a Firenze).

Ormai che ci sei, dai raccontaci qualcosa sulla tua passione per la fotografia e di come hai iniziato.
Quella per la fotografia è stata per me a lungo tempo una di quelle passioni “nascoste” o latenti. Una di quelle passioni a cui non si dà sfogo per mancanza di tempo o per sfiducia in sè stessi. Ho sempre guardato le foto con un certo interesse e non di rado mi perdevo ad ammirare le raccolte fotografiche proposte da Repubblica Online. Poi, nel 2006, successivamente ad un mio viaggio a New York ho deciso di provare investendo nell’acquisto della mia prima macchina fotografica (una Lumix FZ50) e iscrivendomi ad un corso. Da allora la fotografia non mi ha mai abbandonato ed è parte integrante delle mie giornate. Anche senza macchina fotografica, si fotografa sempre e non è difficile per me fermarmi ad ammirare la bellezza di un’ombra particolare che si proietta sull’asfalto.

Un domanda classica che faccio sempre: cosa significa per te la tua fotografia ?
Domanda classica a cui è difficile rispondere. Risponderò in breve dicendoti che per me la fotografia è una di quelle cose che rende così bella ed affascinante la vita. Vivo la fotografia come un mondo misterioso ed affascinante che quotidianamente mi svela sempre qualcosa di nuovo. Spero di non annoiarmi mai e di continuare a ricevere senza interruzione stimoli perché altrimenti sarebbe davvero un peccato… Permettimi di salutare e ringraziare i partecipanti alla mostra “Poggio lo Sguardo”.
E’ anche merito loro se sei qui a farmi queste domande. Eccoli :
I fotografi:
Francesca Bolognesi
Nicoletta Bonfà
Michele Lazzerini (
http://www.flickr.com/mick_the_mic)
Irene Lazzarini Simone Lazzarini (
http://www.francesimo.it)
Franca Mollica (
http://www.francesimo.it)
Giulia Pagliaia (
http://www.flickr.com/photos/giuliagiulai)

 e i collaborari:
Andrea Daviddi Pamela Caprioli

—-

Grazie Angelo per  l’interessante contributo.
Per chi fosse interessato a vedere le immagini, la galleria della mostra è visibile a questo indirizzo su flickr  mentre alcune foto dell’allestimento e dell’inaugurazione possono trovarsi qui.

Read Full Post »

Come promesso eccomi con dei personalissimi “premi speciali”, ulteriori rispetto al vincitore ufficiale, che ho deciso di assegnare ad alcuni dei partecipanti al contest che accompagnava la recente Firenze Photowalk.
Nel valutare tutte le foto partecipanti a questo piccolo concorso mi sono infatti trovato davanti una notevole serie di splendide fotografie, alcune delle quali veramente fantastiche ed ho pensato che parlare solo del vincitore fosse limitativo.
Assegno quindi questi riconoscimenti secondari che, sebbene se non ufficiali, vorrei rappresentassero una piccola soddisfazione per chi li riceve e magari divenire una sorta di simpatica tradizione per future photowalk fiorentine.
 
Iniziamo con la prima Menzione d’onore : “creatività

Firenze in sottoveste

 Fulvio Petri (Sharkoman)
E’ uno scatto fantastico.
Frutto dell’estro e di un occhio creativo che ammiro moltissimo.
Grande Sharko !
.
.
.
.
.
.
.
.
 
 Dog Style #2Menzione d’onore  “simpatia”
Guido Masi
 “Dog Style #2
Non credo ci sia bisogno di aggiungere molto a questo empatico bianco e nero. Non trovi ?
Complimenti Guido !
.
.
Firenze Ponte Vecchio
Menzione d’onore “coolness
Azhar Segura (Makazi)
Originalità ed un po’ di ironia. Devo dire che mi piace molto questo scatto di una Firenze ed un Ponte Vecchio un po’ diversi.
Bravissima Makazi !
.
.

A questi, ma anche al vincitore ufficiale ho deciso di far avere una bella stampa della foto di gruppo che abbiamo fatto alla photowalk.

Complimenti a tutti !

🙂

Read Full Post »

Sadness

Sadness - © Copyright 2008 Pega

Qual’è la tua etica fotografica? Si, l’atteggiamento con cui decidi o meno di fotografare qualcosa o qualcuno la cui condizione non è invidiabile. Non parlo di fotografare con un’ottica fotogiornalistica per farne un lavoro che possa in qualche modo denunciare ed aiutare. Sebbene anche questo sia un terreno molto difficile e discusso, non è quello di cui sto parlando.
Io qui mi riferisco ai parametri ed i limiti che ognuno di noi usa per procedere o meno a scattare una foto artistica, quindi diciamo “fine a se stessa”, o comunque realizzata per esprimere la propria personale vena creativa e le proprie emozioni.

Lo so, lo so, è una questione complicata, ed infatti personalmente mi trovo in difficoltà nel muovermi su quello stretto confine quadrilaterale dove convergono arte, cinismo, denuncia e cattivo gusto.

Vengo al dunque. Secondo te è giusto fotografare, ad esempio quando si viaggia, le persone che vivono in condizioni di indigenza, o anche un più nostrano senza tetto? O un’anziana mendicante? E’ forse cinico dare dei soldi per chiedergli di posare? O è ancor più cinico fotografare da lontano con un bello zoom o semplicemente voltarsi dall’altra parte?

Mettiamoci per un attimo nei panni di chi viene fotografato. Cosa penseremmo noi nella sua condizione?
E lo stesso ragionamento vale per i luoghi. Penso alle schiere di fotografi, professionisti e non, che si sono precipitati in zone colpite da eventi terribili (dall’uragano Katrina al terremoto dell’Aquila), fotografando quelle che fino a pochi giorni prima erano le dimore di persone ora sprofondate nella tragedia. Quale sarebbero le tue sensazioni se sapessi che qualcuno è entrato in quella che era la tua casa, fotografando le tue cose ed i tristi resti, per farne un suo personale lavoro artistico?

Io non so, non ho una posizione decisa, ma trovo che sia un importante terreno di riflessione.
Probabilmente ognuno trova la sua risposta in quell’istante in cui porta la macchina fotografica all’occhio e decide o meno di scattare.

Read Full Post »

In concomitanza con la Worldwide Photowalk a cui abbiamo partecipato organizzando una passeggiata fotografica anche a Firenze lo scorso 24 Luglio, era stato anche indetto un concorso fotografico di livello mondiale tra tutti i trentatremila partecipanti alle oltre mille photowalk in giro per il mondo nella stessa data.

A Firenze, come leader della photowalk locale, mi sono trovato a dover scegliere la vincitrice fra le foto inserite sull’apposito sito e devo dire che non è stato per niente facile…

Ho deciso quindi di postare qui una sorta di breve spiegazione di quali sono stati i parametri ed i ragionamenti che hanno portato alla mia decisione. Si tratta di valutazioni totalmente personali e soggettive, sicuramente esposte a qualsiasi tipo di critica o disaccordo, è evidente, ma condividerle fa parte dello spirito che anima questo blog.

Spero possa essere interessante leggerle.

Dunque, la foto che ho scelto come vincitrice del contest è “Il Rinascimento è Analogico” di Martino Meli (m|art).

Il Rinascimento è Analogico

Il Rinascimento è Analogico - Copyright Martino Meli 2010

Come a volte succede con alcune cose che poi si finisce per apprezzare molto, devo dire che che appena l’ho vista è subito scattata in me l’idea che questa fosse la foto vincitrice. Resomene conto ho però combattuto questo impulso istintivo, sopratutto per studiare e valutare comunque in modo approfondito tutte le foto partecipanti a questo piccolo ma comunque “fiero” contest. 🙂

Sebbene molte delle altre immagini presentino spunti creativi, gusto artistico, simpatia ed ottima tecnica, alla fine “Il Rinascimento è Analogico” ha mantenuto quella “posizione di testa” che si era quasi subito guadagnata.

Insomma, almeno per quanto mi riguarda, l’istinto non mi aveva ingannato.

Cos’è dunque che mi piace in questa foto ?

Innanzitutto il soggetto, anzi i soggetti.
Martino ha saputo miscelare con grande maestria vari temi, cominciando quello principale e perfettamente a fuoco : il fotografo.
La persona fotografata è Francesco, uno dei partecipanti alla photowalk fiorentina appunto. La sua posizione non lascia dubbi sul fatto che stia fotografando ma quello che mi piace di più è l’insieme dei dettagli che flirtano amabilmente col titolo : la macchina fotografica “presumibilmente” (e lo era davvero) analogica, il laccetto che fa immaginare un esposimetro nascosto in tasca, ma anche il fantastico cappello che arriva direttamente dagli anni sessanta.

C’è poi l’altro soggetto, la magnifica facciata di S.Maria Novella, che richiama direttamente al luogo della nostra photowalk ed al titolo. La leggere sfuocatura la rende una presenza maestosa ed affascinante.
Fantastico è il legame che il titolo aiuta a concepire tra questi due soggetti che oserei definire principali, ma c’è anche un altro legame che solo dopo un po’ di osservazione ho potuto realizzare a livello conscio : è la postura del fotografo che meravigliosamente richiama le linee sinuose della facciata creando una sorta di eco compositiva che trovo di gran classe. E’ forse questo uno degli aspetti che probabilmente ha contribuito fin da subito a farmi piacere questa foto.
Altro interessante dettaglio compositivo è l’allineamento della “linea di tiro” del fotografo con gli elementi della basilica. Anche questo credo contribuisca in modo significativo alla struttura dell’immagine.

Il terzo elemento che mi ha colpito è il bambino che gioca, una presenza perfetta in quello che alla fine per tutti noi è divertimento ed esperienza di diletto. Sinceramente sembra messo lì proprio apposta da un abile regista.

Naturalmente si potrebbe continuare a lungo andando ad analizzare ancora di più questa foto, probabilmente scovandoci e “proiettandoci” chissà quali elementi o messaggi che forse l’autore nemmeno aveva in mente ma proprio questo è il bello della foto-degustazione (non so se hai avuto occasione di leggere i miei post 1 , 2 , 3 al riguardo).

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, che personalmente non tendo a considerare prioritari, la foto è comunque notevole. Il bianco e nero uscito dalla Rollei di Martino è ricco di tutte le tonalità, il bianco della chiesa è vivo, i dettagli nitidi quanto basta.

Insomma è una gran foto. No ?

Bene. Quindi complimenti a Martino Meli che si aggiudica il contest della Photowalk di quest’anno. A lui un piccolo premio offerto dagli sponsor ma sopratutto l’accesso al contest mondiale.
IN BOCCA AL LUPO MARTINO !

🙂

Ma non è finita qui.
Devo fare i miei complimenti a TUTTI i partecipanti alla photowalk ed in particolare al contest. Le foto sono tutte davvero notevoli e la scelta è stata un lavoraccio.
Dato che tra le immagini partecipanti spiccavano comunque delle vere e proprie perle, ho deciso di assegnare dei titoli secondari, assolutamente arbitrari e non ufficiali.
Ma ne parlerò nel prossimo post…

Read Full Post »

Ansel Adams

Ansel Adams

Tempo fa è rimbalzata in rete una notizia che sicuramente ha incuriosito chi è appassionato di fotografia. Pare che una decina di anni fa un tipo di nome Rick Norsigian avesse scovato in un mercatino delle pulci in California, un paio di scatole piene di vecchi negativi su lastra di vetro acquistandoli per 45 dollari dopo un po’ di trattativa col venditore che ne chiedeva ben settanta.

Poi, consigliato da un amico fotografo, Rick decise di far studiare la calligrafia delle scritte sui contenitori e sulle scatole arrivando a scoprire e far “certificare” che si tratta di foto del grande Ansel Adams.

La cosa ha avuto una notevole econ nella comunità fotografica perchè questi lavori apparterrebbero ad un periodo di Adams di cui si è perso tutto perchè la sua camera oscura bruciò in un incendio negli anni ’40, portandosi via 5000 scatti : gran parte del suo lavoro giovanile.

Sembra che questi 65 negativi si siano salvati perchè portati da Ansel ad un corso di fotografia che stava tenendo a Pasadena nel 1940 e visto l’immenso interesse che suscitano, pare possano essere oggetto di una agguerritissima lotta per l’aggiudicazione da parte di collezionisti e musei. Si è parlato di un valore totale che sfiora i 200 milioni di dollari e quindi la notizia ha fatto capolino anche sulla stampa non specializzata.
Non male per un acquisto da 45$ al mercatino eh ?

Beh, ora però pare stiano spuntando dei dubbi.
Alcuni fotografi hanno provato a studiare alcuni di questi scatti, scoprendo che invece potrebbe trattarsi del frutto di una fotocamera che non era quella di adams ma quella di suo zio, col quale Ansel andava a fotografare in quel periodo.
Qualcuno addirittura comincia a sostenere che sia tutta una bufala…

Un bell’enigma eh… Di sicuro ne sentiremo riparlare…

In ogni caso… se ancora avevi dubbi non ti resta che iniziare davvero la tua collezione di “lavori” di altri fotografi, proprio come dicevo in un post di qualche giorno fa…
Chissà che quelle stampe non possano diventare un giorno di notevole valore ! 🙂

Read Full Post »

aeroplano

Aeroplano – © Copyright 2010 Martino Meli (m|art)

Ebbene, hai scattato un sacco di foto, le hai pubblicate su Flickr o su Facebbok,  le hai mostrate privatamente o in qualche esposizione. Forse ti è anche capitato di vendere qualche tua stampa.
O forse no…

Ma hai mai pensato a chi potrebbero essere le persone veramente interessate alle tue fotografie? Intendo : ad avere qualcuna delle tue fotografie.
Forse facoltosi collezionisti d’arte? Gente comune?
O chissà, magari potrebbero essere proprio gli appassionati di fotografia, come te. Chissà…

Spesso chi fa foto è molto concentrato sulla propria produzione e solamente di rado volge lo sguardo verso quelle che sono le opere dei suoi colleghi. Trovo che questo sia un problema, o meglio un limite, anche perchè è proprio dal confronto con gli altri che spesso si traggono i migliori insegnamenti e gli spunti più interessanti per la propria creatività.

Tu per esempio quante foto di “altri fotografi” hai in casa?
Non parlo di riproduzioni su libri o poster commerciali di fotografie famose, parlo di stampe vere, tangibili e di qualità, opere di fotografi di cui ammiri il lavoro. Non necessariamente nomi noti.

Io trovo che sia molto bello avere foto fatte da altri e così ho iniziato pian piano a collezionarne alcune.
Qualche volta, come  nel caso della foto sopra, si è trattato di graditi regali, altre volte è stato uno scambio, altre ancora un deliberato acquisto.
Sto scoprendo il piacere di osservare da vicino la bellezza di una foto ben stampata, la sensazione di poterla toccare ed orientare nella luce.
E’ un piccolo piacere che, se quella stampa è in tuo possesso, puoi riprovare quando vuoi, un po’ come quando si ascolta e riascolta un pezzo musicale, scoprendone ogni volta un aspetto nuovo, come un suono che non si era mai notato, un dettaglio che fa cambiare la prospettiva.

Inizia la tua piccola (o grande) collezione.
Non te ne pentirai.

🙂

Read Full Post »

L&V_I_bw

L&V - © Copyright 2009 Pega

E’ l’emozione che conta.
L’espressione di un sentimento o una sensazione.
Non importa se quell’immagine non è tecnicamente perfetta, se il fuoco o l’esposizione non sono come li avresti voluti, la fotografia è comunque viva, ha il potere di comunicare e prende forma assumendo una sua personalità.

Credo che la constatazione di quanto sia importante questa espressività, sia un’esperienza che accomuna chiunque si interessi di fotografia.
Ci sono scatti di grandi maestri che presentano innumerevoli difetti e grossolane violazioni di quelle che vengono chiamate “regole”, ma la loro carica espressiva è tale da spazzare via tutte le “distrazioni” tecniche per lasciare solo il posto all’emozione.
Qualche volta anche a tutti noi può succedere qualcosa di simile. Sono sicuro che è successo anche a te.

Non so se il merito si possa dare alla passione, alla preparazione o alla fortuna. Quel che è certo è che quando capita uno scatto che “vive” nonostante i suoi evidenti difetti… è una bella sensazione.

🙂

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »