Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Culture’ Category

Upcyling è il termine che definisce il processo con cui si convertono materiali di scarto o comunque non più utili, in nuovi oggetti o prodotti ancora fruibili.
book pinholeE’ il concetto alla base dell’idea di business di un certo Erin Paysse che sul suo sito vende macchine fotografiche pinhole ricavate da vecchi libri.

Sono pezzi unici, ovviamente fatti a mano ed innegabilmente dotati di un certo fascino. Si tratta di macchinette funzionanti con un otturatore magnetico e pensate per essere usate con normali rotolini 35mm.

Chiaramente è un approccio in decisa controtendenza rispetto a quello che è l’attuale sviluppo del mainstream fotografico ipertecnologico, fatto di megapixel che ormai si contano a decine, sistemi antivibrazione e autofocus intelligentissimi.
book pinholeIn questo caso siamo piuttosto nella nicchia delle toy camera, quel filone che sta sempre più acquisendo un’identità che affasciona proprio per la filosofia che sta alla base dell’adozione di macchine analogiche imperfette per definizione.

Le fotocamere di Payesse sono talmente semplici da non avere nemmeno l’ottica, sono pinhole appunto, e sfruttano il principio basico della camera obscura : l’effetto di proiezione dell’immagine che si ottiene attraverso un foro. 
book pinholeOgni macchina è accompaganata da un suo specifico set di istruzioni su come caricarla, quanti giri far fare alle manopole per essere sicuri di posizionare correttamemte la pellicola, come scattare e riavvolgere per poter poi procedere allo sviluppo del rullino.

Il prezzo ? Decisamente in linea con il “mercato”…
Le fotocamere upcycling di Payesse non sono per niente economiche e per poterne acquistare una sono necessari circa 160€. Più o meno il costo di una compattina digitale.
Non male eh ?!?

Read Full Post »

Keith RichardsDi sicuro il feeling tra chi fotografa e chi viene fotografato è basilare e probabilmente il fatto che Annie Leibovitz sia stata in tour con i Rolling Stones nei primi anni ottanta ha avuto il suo peso per questo set con Keith Richards per Louis Vuitton di cui ho trovato il video backstage.
E’ un breve filmato che fa vedere alcuni momenti della realizzazione della foto finale (sopra) usata per una delle campagne pubblicitarie di Vuitton e come tutti i “behind the scenes” mi affascina parecchio.
Ti consiglio di vederlo, specie per alcui dettagli.
Innanzitutto è interessante il fatto che la Leibovitz effettui tutto lo shooting usando come illuminazione solo un normale ombrello riflettente miscelato alla luce ambiente.
Niente grossi softbox, fari, grid o riflessi. Niente di niente, solo un ombrello dotato però di un impagabile supporto ad attivazione telepatica (si, intendo l’assistente…).

Il feeling tra Annie e Keith è percepibile.
Non so bene cosa abbiano avuto occasione di combinare insieme trent’anni fa tra un concerto e l’altro in giro per il mondo, ma l’espressione che ad un certo punto Richards tira fuori “where do you want it baby” è tutta un programma anche se simpaticamente riferita a come mettersi in posa.
Anche il modo con cui la Leibovitz mostra al musicista come stare mi ha colpito.
Non gli dice come e dove sedersi : semplicemente glielo mostra sedendosi sul letto.
Richards prova varie pose e movimenti, poi si sposta su una poltrona ma alla fine la Leibovitz lo rimette seduto sul letto, è evidente che ha proprio quello scatto in testa.

Si può imparare molto osservando con attenzione una professionista di questo livello al lavoro, anche che le immagini prodotte sul momento sono lontane da quello che è il risultato finale, ottenuto aggiunendo un notevole lavoro di postproduzione.
Lo si può notare verso la fine del filmato, quando viene inquadrato il monitor di un PC che visualizza le foto appena scattate. E’ ben percepibile la differenza tra quelle immagini e quello che poi è stato effettivamente usato per la pubblicità.
Buona visione.

Read Full Post »

photoexperiencers shooting

Photoexperiencers © 2010 Pega

Alcune settimane fa ho partecipato ad una interessante iniziativa, qualcosa a metà tra un workshop ed una missione fotografica : gli organizzatori la chiamano “fotoesperienza”.

Ci siamo trovati con i ragazzi di Photoexperience nel pomeriggio di un sabato di Dicembre presso un agriturismo a due passi dalla meravigliosa abbazia di San Galgano, ad una trentina di chilometri da Siena. Nonostante la stagione decisamente freschina, devo dire che l’atmosfera si è subito dimostrata molto calda ed amichevole, con una splendida accoglienza presso la struttura ricettiva ed un immediato tuffo in quella esperienza fotografica che ci avrebbe aspettati il giorno successivo.

Leonardo ed Andrea, organizzatori dell’evento, ci hanno messi totalmente a nostro agio con un ottimo briefing sulla “levataccia” che ci avrebbe attesi di lì a poche ore e sugli spunti fotografici che la giornata ci avrebbe riservato, affascinandoci anche con un interessante racconto sulla vita e le gesta del personaggio di cui avremmo ripercorso le orme : San Galgano Guidotti.
Un’ottima cena nell’agriturismo è stata poi l’occasione ideale per conoscere i vari partecipanti e scambiarsi anche qualche dritta tecnica.

riflessodalba

Riflesso d'alba © 2010 Pega

La mattina della domenica si preannunciava fredda ma limpida.
Entrare nell’abbazia di San Galgano prima dell’alba è qualcosa che credo ogni appassionato di fotografia dovrebbe sperimentare; i racconti ascoltati la sera prima tornano alla mente, silenzio è quasi irreale, si cammina cercando istintivamente di non far rumore, si estendono con cautela gli steli dei treppiede congelandosi le mani e… si comincia.
Sono scatti fatti mentre pian piano il sole comincia ad illuminare l’interno dell’abbazia, creando splendidi giochi di luce attraverso le finestre. E’ uno spettacolo.
Molto interessanti gli spunti creativi e tecnici che, quasi come in un workshop, i nostri accompagnatori ci hanno suggerito, evidentemente forti di una notevole esperienza in questi luoghi magici.
Non so bene quanto ci siamo trattenuti a far foto dentro e fuori l’abbazia mentre il sole saliva lentamente, quel che è certo è che quando ci siamo diretti verso la meta successiva : la vicina cappella con la “spada nella roccia”, era ormai giorno fatto.

spadanellaroccia

La spada nella roccia © Copyright 2010 Pega

Da qui, dopo altri scatti interessanti, ci siamo poi mossi verso il paese di Chiusdino, luogo natale di Galgano, un posto veramente ricco di interessanti spunti fotografici con le sue viuzze ed intrecci di strade e scale.

Non poteva alla fine mancare la meritata mangiata conclusiva della “photoexperience“, un momento in cui riposarsi e fare quattro chiacchiere insieme, riguardando gli scatti fatti poco prima.

Insomma, devo dire che mi sono proprio divertito e consiglio questa esperienza a chi vuole unire la fotografia con la scoperta di qualche tesoro della nostra terra attraverso un tipo di iniziativa organizzata in modo interessante e molto adatta anche ai casi di coppie dove uno dei componenti non sia totalmente interessato alla fotografia.  
Photoexperience organizza con regolarità questi workshop, informandone gli interessati sul sito.
Non mancherò comunque di parlare ancora di questi eventi anche qui sul mio blog dato che ho con piacere accettato di inziare con Photoexperience una fattiva collaborazione.

Read Full Post »

Wash machine by night

Wash machine by night - © Copyright 2009 Pega

A volte ci dimentichiamo che una delle tecniche più semplici per realizzare una foto interessante è quella di riempire completamente il fotogramma con il nostro soggetto.
Se osservi il lavoro di tanti grandi fotografi ti rendo conto come questa sia una costante spesso presente.
Ovviamente dipende dallo stile e dal tipo di messaggio, ma quello di provare a colmare l’immagine, è un approccio che vale la pena di tenere sempre a mente.

E’ così che per questo weekend assignment ti propongo di fare qualche scatto provando a realizzare fotografie seguendo il concetto del “fill the frame”.
Prova a scattare cercando di eliminare dall’immagine ogni elemento estraneo, avvicinati, zoooma o ritaglia in postproduzione. Non importa che metodo usi, il risultato deve essere un’immagine dove tutta l’attenzione e lo spazio sono per il soggetto.
Poi, come ormai propongo con regolarità in questo spazio, pubblica in un commento qui sotto il link alla tua foto.
Bando alla timidezza, non invare mail private. Condividere con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

—————————————————–
Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

Read Full Post »

occhio

Occhio - © Copyright 2008 Pega

Qual’è il tuo occhio dominante?
Stai usando l’occhio giusto per fotografare?

A molti sembrerà banale ma pochi giorni fa mi è capitata una piccola discussione sull’argomento ed ecco quindi che ho deciso di farne un post.

In fotografia come in molte altre discipline dove è fondamentale la coordinazione tra vista e mano, è importante affidarsi al proprio occhio dominante.
Lo sanno bene gli sportivi che praticano attività come il tiro con l’arco o altri sport di mira, ma anche nel tennis e nel baseball si affronta questo argomento.
L’occhio dominante è tipicamente quello che preferiamo d’istinto e per la maggior parte delle persone (spesso anche per i mancini) è il destro.
Ma non per tutti.

occhiodominantePer stabilirlo con ragionevole certezza fai questo test.
Con gli occhi ben aperti e le braccia tese, tieni in mano un foglio di carta dove hai ricavato un buco di circa uno o due centimetri di diametro, puoi fare lo stesso esperimento anche usando semplicemente le mani facendo in modo che tra loro rimanga una piccola apertura attraverso cui guardare.
Individua e fissa un oggetto lontano attraverso il buco e mentre lo osservi avvicina lentamente il foglio (o le mani) fino ad arrivare a toccare il viso. L’occhio che sarà in corrispondenza del buco è il tuo occhio dominante. E’ quello con cui devi fotografare.

Come dicevo, la maggioranza delle persone (oltre il 73%) ha dominanza destra ma i rimanenti si trovano meglio con  l’occhio sinistro e la loro vita fotografica non è delle più semplici perchè c’è poco da fare : le macchine sono costruite per chi è destro, che sia l’occhio o la mano…

Non tutti i mali vengono per nuocere però, c’è anche una buona notizia per chi è dotato di occhio dominante sinistro.
Si tratta di una piccola risorsa che per i destri non è pratica da sfruttare.
Guarda nel mirino tenendo la testa un po’ ruotata verso destra ed usa la tua spalla sinistra per appoggiarci sopra la macchina fotografica, otterrai una piattaforma stabilissima, molto vantaggiosa per scatti a bassa velocità di otturatore.
Una posizione decisamente poco pratica da sfruttare dall’altro lato a causa della posizione del bottone di scatto, pensato “per i destri” di mano o di occhio 🙂

——————

Ti è piaciuto questo post? Condividilo su Facebook o Twitter, puoi farlo copiando l’URL di questa pagina o anche semplicemente cliccando sul bottone qui sotto.

Read Full Post »

È bello farsi ispirare dai capolavori di qualcuno che si ammira ed è per questo che ti propongo una splendida raccolta di immagini.
E’ un video realizzato con gli scatti di un’artista che ha un posto molto importante nella storia della fotografia del novecento e della quale ho anche parlato di recente : Dorothea Lange.
L’ho scovato in rete rimanendone semplicemente affascinato, anche perchè contiene diverse foto che non mi era mai capitato di vedere.
Siediti e mettiti comodo, assicurati di avere qualche minuto di tranquillità e, se puoi, alza un po’ il volume perchè anche l’accompagnamento musicale è apprezzabile.

Dorothea Lange un giorno disse : “La macchina fotografica è uno strumento che insegna a vedere senza una macchina fotografica”.
Credo sia una gran verità.

Buona Visione
.

Read Full Post »

Theory and practice

Theory and practice - © Copyright 2010 Pega

Eccoci qua ma INNANZITUTTO BUON 2011!
Alcuni giorni fa, cioè in un post dello scorso anno🙂 parlavo di progetti passati, riusciti o meno.
E ora che siamo non solo in un nuovo anno ma addirittura in un nuovo decennio eccomi a raccontare, come ho fatto anche ad inizio 2010, i miei propositi fotografici per i prossimi dodici mesi.

Scrivere qui sul blog queste semplici idee ha come scopo quello di condividerle, aiutarmi a prendere un piccolo impegno per tutto il 2011 e stimolarmi a portarlo a termine.
Se vuoi accompagnarmi in questo esperimento ti propongo di fare altrettanto e scrivere in un commento sotto quali sono i tuoi progetti fotografici per l’anno appena iniziato.
Sarà divertente trovarsi tra dodici mesi e vedere insieme che cosa abbiamo combinato.

Dunque comincio io.
Per quanto riguarda progetti puramente fotografici, nel senso della pura produzione di immagini, voglio provare a svolgere nel 2011 un’idea che mi è venuta come evoluzione di due esperienze precedenti e che ho deciso di chiamare “The weekly Iphortrait Project”.
Si tratterà di produrre un ritratto alla settimana utilizzando uno strumento a cui mi sto affezionando proprio: l’Iphone che, con la sua basilarità ed una app che simula in modo semplice ma realistico la “qualità” Polaroid, sarà lo strumento fondamentale per questo filone inaugurato scorso anno con l’Ipholaroid Project. Saranno ritratti particolari, il più possibile significativi e spontanei, proprio a sottolineare la versatilità di un apparecchio fotografico a disposizione anche nelle situazioni più impensate.

Ci sarà poi una serie di quattro progetti “Season Holter”. L’holter fotografico è una serie di fotografie fatte ad intervalli molto regolari durante tutto l’arco di una giornata, proprio come accade con lo strumento diagnostico che porta lo stesso nome. Ne parlai in un vecchio post qui.
Non ho ancora deciso la frequenza con cui effettuerò questi scatti ma quel che è certo è che voglio fare una sequenza per stagione. Il primo Holter quindi è già alle porte… 🙂

Ovviamente c’è poi il blog, per me fonte di stimolo con i visitatori ed i partecipanti in continua crescita, a cui si affianca la prosecuzione dell’iniziativa degli Sharing Workshop  oltre alla sperimentazione di qualche photowalk di cui parlerò a breve nei prossimi post.

Aggiungo infine una piccola novità.
In dicembre, dopo aver partecipato ad un interessante evento, sono stato invitato a far parte di Photoexperience.
Nel 2011 sarò direttamente coinvolto in molte delle occasioni fotografiche ed iniziative promosse da questo interessante gruppo e sarà un piacere darne sempre massima informazione in anticipo qui sul blog.

Insomma anche quest’anno un sacco di roba… come al solito troppa carne al fuoco?
Verrà un rosticcio?
Vabbè… come mi è già capitato di dire… L’importante è divertirsi… 🙂

Ciao ed ancora auguri di un ottimo 2011!

Read Full Post »

Canon D30 - 3.1Mpx - 2001

Un altro anno si sta chiudendo ed insieme ad esso il primo decennio del nuovo millennio.
E’ stato un decennio importante per la fotografia, con eventi significativi e grandi cambiamenti, a cominciare da quella rivoluzione digitale che proprio nel 2000 prese definitivamente il volo con l’arrivo della prima vera reflex digitale alla portata di tutti : la Canon D30 da ben 3.1 Megapixel.
La D30 era nata per quei fotoamatori in attesa di un prodotto dal prezzo non proibitivo ma anche dalle caratteristiche professionali e proprio su questo punto la piccola reflex della Canon è importante : perchè fu in breve adottata anche da tanti professioniti che molto rapidamente si resero conto delle potenzialità di questo nuovo approccio alla fotografia.

Un approccio che ha portato con sè l’aumento vertiginoso della quantità di immagini prodotte. Il digitale non pone praticamente più alcun limite al numero di fotografie che si possono scattare e questo ha provocato risultati inimmaginabili in precedenza, specie nel caso della copertura giornalistica di eventi e guerre ma anche quel fenomeno ancora in forte espansione che è la condivisione on line delle immagini. Siti di social networking come Facebook o Flickr registrano milioni di nuove fotografie caricate ogni giorno, ed il ritmo è in progressivo aumento. 

Flickr fotocamere più utilizzate 2010

Questi “anni 10” sono stati anche quelli della incredibile diffusione dei telefonini dotati di fotocamera che, specie negli ultimi anni con l’avvento di Iphone ed altri dispositivi palmari di questa classe, sono oggi la tipologia di macchina fotografica in assoluto più utilizzata sul pianeta : lo dicono statistiche autorevoli come quelle che regolarmente metta a disposizione Flickr, probabilmente il sito di condivisione fotografica più importante al mondo.

Purtroppo questo è stato anche il decennio in cui si è registrato l’inquietante fenomeno della “guerra alla fotografia”.
Un insieme di eventi hanno fatto si che il fotografo sia sempre più spesso visto come un pericoloso ficanaso, un soggetto a caccia di segreti o immagini riservate, con al collo una macchina fotografica che ha cominciato incredibilmente a venire associata con qualcosa di minaccioso ed intrusivo.
Le ragioni di questo fenomeno, che si manifesta in comportamenti ed in molti paesi anche con leggi ostili a chi fotografa, sono apparentemente legate a temi come sicurezza e privacy ma è innegabile che ci sia qualcos’altro : una più profonda e preoccupante questione di fondo.
Credo che ogni persona appassionata di fotografia o anche solo interessata al tema delle libertà individuali faccia bene a tenere in forte considerazione questo fenomeno e faccia il possibile per combatterlo.
Sarebbe una pessima cosa trovarci a fine 2019 a poter discutere solo di fotografia still life…

Read Full Post »

Trust
Trust – © Copyright 2010 Pega

Durante questo 2010 mi sono divertito a svolgere dei piccoli progetti fotografici, alcuni che mi ero proposto ad inizio anno, altri che sono spuntati dopo. Si è trattato di esperienze diverse, non solo semplici serie di fotografie.

L’idea di fondo di queste attività è quella di avere impegni non troppo gravosi da portare avanti con regolarità, impegni tesi ad imparare e sviluppare la creatività. Il fatto di dichiararli agli altri li rende un po’ più vincolanti ed abbassa il rischio che vengano abbandonati… Almeno per me è così.

Tra i progetti di quest’anno, oltre naturalmente a questo blog che ho cercato sempre di aggiornare con regolarità, ci sono stati ben due Sharing Workshop (a proposito: è rimasto un solo posto disponibile per il prossimo del 15 gennaio 2011)  una divertente Florence Worldwide Photowalk e quindi i due progettini puramente fotografici “The Ipholaroid Project” e “12 Emotions in 12 shots”  che con questa fine anno giungono al termine.

In particolare tengo molto al secondo, una raccolta di docici scatti (uno al mese) che mi ha divertito e quasi mi dispiace non aver intitolato 24 emotions in 24 shots per poterlo continuare nel 2011… 🙂
Ho dedicato l’ultimo dei dodici scatti alla Fiducia, quella con la F maiuscola, quella tra le persone, quel sentimento di cui abbiamo bisogno per vivere sereni in una società.
Quella fiducia che ci fa apprezzare il presente e confidare nel futuro.
Senza fiducia siamo condannati a farci sempre più furbi, sempre più scaltri e spregiudicati, rischiando di finire in un vortice da cui non c’è via di uscita perchè ci sarà sempre chi è più furbo.

BUON 2011 !!!

Read Full Post »

carterSono affascinato dai video backstage. Mi piacciono in particolare quelli dove si vedono i dettagli e la spettacolarità di alcune idee realizzative insieme alle scelte artistiche e tecniche.

Ti propongo questa accoppiata: il primo video è un breve spot realizzato per Nikon dal fotografo Australiano Simon Carter, grande specialista delle immagini di montagna, arrampicata e sport all’aria aperta in genere. Sono due minuti spettacolari e di gran qualità che sicuramente rendono merito al prodotto pubblicizzato ed alle capacità dei ragazzi ripresi, ma di certo anche a chi ha realizzato il filmato e gli scatti che esso contiene.

Il secondo è il backstage.
Carter si racconta e ci mostra come realizza i suoi servizi e come inventa soluzioni acrobatiche per ritrarre in modo efficace i suoi soggetti proprio mentre effettuano arrampicate per niente banali.
E’ un video interessante che mi ha fatto pensare a come diavolo fa questo Carter a:

1) Arrampicarsi fino in cima ad una montagna portandosi dietro tutta quella attrezzatura fotografica (spesso a noi poveri dilettanti ci pesa uno zainetto per una passeggiata).

2) Destreggiarsi e fare magnifiche foto e video imbracato ed in condizioni di equilibrio precario magari associato ad oscillazioni, quando alla maggior parte dei mortali, in condizioni ben più stabili, serve addirittura un treppiede.

3) Trattenere ogni pezzo di equipaggiamento che maneggia estraendolo dalla borsa senza farselo sfuggire perdendolo nell’abisso che gli sta sotto (magari qualcosa cascherà anche a lui ogni tanto?)

Beh, in ogni caso gli vanno proprio fatti i complimenti.
Buona visione (sconsigliata a chi soffre di vertigini… 🙂 )

Il sito di Simon carter: http://onsight.com.au/

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »